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Diventare Agente Sportivo: la guida completa

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    Excellentia11
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Nel panorama contemporaneo dello sport professionistico e dilettantistico, la figura dell’agente sportivo ha assunto una centralità sempre maggiore, trasformandosi da mero intermediario di mercato a vero e proprio consulente strategico del lavoratore sportivo. Contrattualistica, trasferimenti, tutela patrimoniale, negoziazione con club, gestione dell’immagine, compliance federale e internazionale: l’attività dell’agente sportivo si colloca oggi all’intersezione tra diritto, economia e governance sportiva.


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L’ordinamento italiano disciplina tale professione, allo stato, con il Decreto Legislativo n. 37/2021, recentemente integrato dal decreto attuativo n. 218 del 2025 e dal vigente Regolamento CONI Agenti Sportivi. Il risultato è un sistema articolato, selettivo e fortemente professionalizzante, nel quale l’accesso alla professione è subordinato al superamento di un percorso abilitativo rigoroso.


Chi è l’agente sportivo: la definizione normativa


L’art. 2 del D.Lgs. n. 37/2021 definisce l’agente sportivo il soggetto che, in esecuzione del contratto di mandato sportivo, mette in relazione due o più soggetti operanti nell’ambito di discipline riconosciute dal CONI e dal CIO, al fine della conclusione, risoluzione o rinnovo di un contratto di lavoro sportivo, del trasferimento della prestazione sportiva o del tesseramento di un atleta, fornendo attività professionale di assistenza, consulenza e mediazione.


La definizione normativa è estremamente significativa perché chiarisce come l’agente non svolga una mera attività commerciale o promozionale, bensì una vera attività professionale regolamentata ex lege, caratterizzata da rilevanti profili fiduciari e da evidenti implicazioni giuridiche.


Il Registro Nazionale Agenti Sportivi: requisito essenziale per esercitare


Ai sensi dell’art. 1 del decreto attuativo n. 218/2025, l’iscrizione al Registro Nazionale costituisce condizione imprescindibile per l’esercizio della professione in Italia. L’agente sportivo, pertanto, non può operare legittimamente senza preventiva iscrizione presso il Registro tenuto dal CONI, che abilita all’attività nell’ambito delle singole Federazioni sportive di riferimento.

L’iscrizione richiede:

  • il possesso del titolo abilitativo;

  • l’assenza di incompatibilità o conflitti di interesse;

  • la stipula di una polizza assicurativa professionale;

  • il regolare versamento dei diritti amministrativi previsti dal CONI;

  • l’aggiornamento professionale periodico.

Il sistema delineato mira evidentemente a elevare il livello tecnico e deontologico della categoria, contrastando fenomeni di abusivismo e intermediazione irregolare che, soprattutto nel settore calcistico, hanno storicamente caratterizzato il mercato.


Come si diventa agente sportivo: il percorso abilitativo


L’accesso alla professione si fonda, anzitutto, sul superamento dell’esame di abilitazione nazionale, disciplinato dagli artt. 10, 11 e 12 del decreto attuativo e dagli artt. 11 e 12 del Regolamento CONI Agenti Sportivi.

L’esame si articola in due fasi autonome:

  • prova generale presso il CONI;

  • prova speciale presso la Federazione sportiva competente.

Nel settore calcistico, la prova speciale è organizzata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).


La prova generale presso il CONI: struttura e materie


La prova generale costituisce il primo vero filtro selettivo, articolandosi in una prova scritta ed una prova orale. Il CONI organizza annualmente almeno due sessioni d’esame (di regola ad aprile e ad ottobre) e verifica la preparazione del candidato nelle seguenti materie:

  • diritto dello sport;

  • diritto privato;

  • diritto amministrativo.

Attualmente, la prova scritta si compone di 30 quesiti a risposta multipla:

  • 15 domande di diritto dello sport;

  • 10 domande di diritto privato;

  • 5 domande di diritto amministrativo.

Il tempo disponibile è di appena 20 minuti. La prova scritta si intende superata al raggiungimento di almento 20 risposte corrette.


Successsivamente, sarà possibile accedere alla prova orale, che prevede almeno tre quesiti, uno per ciascuna materia, dove il candidato deve conseguire una valutazione media non inferiore a 6/10. È opportuno evidenziare come il livello tecnico richiesto sia significativamente elevato. Non si tratta di una prova nozionistica elementare, bensì di una verifica destinata ad accertare reali competenze giuridiche e capacità di ragionamento.


La prova speciale FIGC: il vero banco di prova per gli aspiranti agenti calcistici


Superata la prova generale, il candidato può accedere alla prova speciale federale organizzata, in ambito calcistico, dalla FIGC. Ed è proprio questa fase a rappresentare, nella pratica, l’ostacolo più impegnativo per molti aspiranti agenti. La prova speciale FIGC ha infatti ad oggetto l’intero ordinamento federale calcistico, imponendo una conoscenza approfondita dei seguenti argomenti:

  • Statuto FIGC;

  • Codice di Giustizia Sportiva FIGC;

  • Norme Organizzative Interne FIGC (NOIF);

  • Regolamento Agenti Sportivi FIGC;

  • Regolamento Disciplinare Agenti Sportivi;

  • Codice di condotta professionale;

  • Accordi collettivi FIGC-Leghe-AIC.

La prova consiste in un test composto da 30 domande a risposta multipla con tre opzioni di risposta. Il candidato dispone di 40 minuti e deve rispondere correttamente ad almeno 26 quesiti su 30. È sufficiente questo dato numerico per comprendere la severità della selezione.


L’errore più frequente commesso dai candidati consiste nel sottovalutare la componente tecnico-federale dell’esame, approcciandosi allo studio con una preparazione superficiale o meramente mnemonica. In realtà, il sistema federale calcistico richiede capacità interpretative, conoscenza delle prassi applicative e familiarità con la giurisprudenza in materia.


L’agente sportivo oggi: una professione altamente specialistica


L’idea romantica dell’agente come semplice “procacciatore di talenti” appartiene ormai al passato. La professione richiede oggi una preparazione interdisciplinare sofisticata, capacità negoziali avanzate e aggiornamento costante. Per tale ragione, il superamento dell’esame non dipende esclusivamente dal numero di ore di studio, ma soprattutto dalla qualità del metodo utilizzato.


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